Scuola, dibattito con la Gelmini
Lo scorso 26 ottobre ho organizzato, in qualità di vicepresidente di Anci Lombardia, un incontro tra il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini e i rappresentanti del Pdl delle amministrazioni locali della Lombardia. Un’occasione molto importante per parlare di scuola, istruzione e per fare chiarezza su alcuni punti della riforma messa a punto dal ministro. Tanti gli argomenti toccati che hanno destato l’interesse della platea composta principalmente da addetti ai lavori: assessori all’istruzione, cultura e politiche sociali e dirigenti scolastici hanno partecipato attivamente al dibattito ponendo quesiti, riportando testimonianze o offrendo consigli per migliorare l’attuale sistema di istruzione.
Ecco i principali temi discussi:
Corretta informazione. Il ministro Gelmini ha innanzitutto sottolineato quanto sia importante fare una buona e corretta informazione a fronte di un’opposizione sleale, soprattutto quando si parla di riforma della scuola. Tutto il rumore fatto intorno a una riforma della scuola di fatto necessaria, attraverso manifestazioni di piazza e dalle pagine di certa stampa di parte, è stato smentito dai fatti. Altro che tagli di organico: quest’anno sono stati immessi in ruolo 8.000 docenti ed assunti 8.000 unità di personale ATA e 647 dirigenti scolastici. Enormi falsità anche per quel che riguarda il tempo pieno, che non è assolutamente diminuito ma che anzi è addirittura aumentato: 50.000 bambini in più ne stanno usufruendo con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Maggiore supporto anche agli alunni disabili: il rapporto è di un insegnante ogni due ragazzi.
Maggiore rigore. No agli sprechi. Sì invece ad azioni per risparmiare risorse utili da destinare alla ricerca o all’ammodernamento delle strutture: 1 milione di euro sono già stati investiti per l’edilizia scolastica. Più serietà e più rigore anche nei comportamenti, in questa direzione vanno alcuni provvedimenti previsti dalla riforma, come per esempio la bocciatura con meno di sei in condotta o la reintroduzione del grembiule. Un modo per restituire dignità e autorevolezza anche agli insegnanti. È stato introdotto poi l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione che, oltre ai temi dell’educazione civica comprende anche l’educazione ambientale e alla legalità.
Presenza di stranieri nelle classi. Un’ulteriore questione sollevata dal pubblico presente è stata quella dell’abbassamento del livello medio di apprendimento delle scolaresche a causa dell’alto numero di stranieri nelle classi. Problema molto sentito in Lombardia per l’elevata presenza di cittadini stranieri, non solo nei grandi centri urbani ma anche nei piccoli centri, come è emerso durante il dibattito. Il ministro Gelmini si è impegnata a porre al più presto il tetto massimo del 30% di presenze straniere in ciascuna aula scolastica.
Qualità della scuola italiana. La scuola pubblica, un tempo orientata più alla quantità che alla qualità degli insegnanti e degli insegnamenti, oggi ha l’urgenza di introdurre nella sua sfera d’azione il concetto di merito. La ricetta del governo è quella di partire dalla valorizzazione di docenti e dirigenti che si impegnano nelle scuole e che invece sono livellati verso il basso perché la progressione di carriera avviene solo con l'anzianità e non attraverso il merito. A fronte poi delle oggettive differenze geografiche fra nord e sud e delle differenze qualitative anche tra istituti di una stessa regione, il ministro Gelmini ha evidenziato la necessità di standard qualitativi omogenei in tutto il Paese.
Riforma dell’Università. Autonomia delle Università coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica, didattica. Soldi solo in base alla qualità e fine dei finanziamenti a pioggia. Riforma del reclutamento del personale secondo criteri meritocratici e di trasparenza. Sono queste le anticipazioni illustrateci dal Ministro Gelmini, di una riforma di fatto approvata pochi giorni dopo l’incontro.
Giulio Gallera
Capogruppo Pdl consiglio Comunale di Milano
Vicepresidente di Anci Lombardia